martedì, aprile 17, 2007

Un sogno a colori

... Ormai la decisione era presa: doveva finire in bellezza. La vita scorreva troppo in fretta e andava fermata. Così un giorno Jenny smise di fare domande, salì su un aereo senza voltarsi, non si chiese perchè Tom le stava regalando quel sogno, 'il sogno a colori' come lo chiamava lei

Poco bagaglio, tutto quello che serviva era dentro di loro.

E si ritrovarono in un isola del Pacifico, lontana dai circuiti sponsorizzati: niente resort, non erano turisti, erano un uomo e una donna alla ricerca di qualcosa, forse solo di se stessi.


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Affittarono una piccola costruzione quasi in riva al mare, nascosta tra i palmeti e decisero di vivere alla giornata. Una vecchia jeep serviva a raggiungere il villaggio per le piccole necessità quotidiane. Impiegarono i primi giorni ad esplorare il territorio, ma soprattutto a cercare di capire ciò che avevano dentro. La cosa che lei temeva di più era di leggere nei suoi occhi la voglia di tornare indietro. E fu su quella leggera tensione che iniziò la loro avventura...

... Al tramonto le donne del villaggio raggiungevano uno spiazzo vicino alla spiaggia... era un rito che si svolgeva tutti i giorni... intrecciavano tappeti e ceste con le palme e ghirlande di fiori di ibisco, mentre aspettavano il ritorno dei loro uomini dalla pesca... Jenny le osservava e pensava come il tempo si fosse fermato e come le usanze dei pescatori in fondo si assomigliassero quasi ovunque... Tom la osservava mentre Jenny, tutte le sere, con un sorriso sulle labbra, guardava incuriosita questo rito quotidiano e una sera le disse:

"Ho parlato con il capo del villaggio, domani esco a pesca con loro, voglio provare la gioia del ritorno e vederti sulla spiaggia ad aspettarmi"

La mattina dopo fu un raggio di sole che filtrava tra le vecchie imposte a svegliarla. Come sempre allungò una mano, ma senti il posto vuoto accanto a lei e si tirò su con un tuffo al cuore: era di nuovo sola. Poi ricordò e capì che Tom era uscito a pesca. Decise quindi di infilare il costume e fare una nuotata mattutina. Poi rientrò, una doccia veloce, e giù al villaggio. Acquistò frutta fresca e bevande e rientrò a casa, dopo essersi fermata ad acquistare un nuovo pareo colorato ed un cappello a tesa larga. Rientrata a casa, mise la frutta in un cesto , rassettò il letto, e si sdraiò sulla chaise longue in terrazza ad ammirare il mare che lentamente, con il suo ritmo quotidiano lambiva la spiaggia. Con la mente cercava sull'orizzonte le barche, ma non si vedeva nulla. Ma quando vide le donne scendere verso il loro ritrovo, si alzo, indossò il suo pareo nuovo e il cappello e le raggiunse. Nessuna di loro disse una parola, le sorrisero e basta e a gesti le insegnarono a fare la sua ghirlanda di fiori.

Era una di loro... una donna che attendeva...

Ad un tratto sentì un rumoreggiare di voci ed alzando la testa le vide: le barche stavano rientrando... E vide gli uomini scendere e tirare sulla spiaggia le piroghe col bilanciere... e vide Tom. Era bello con quel sarong portato come un'isolano... e, come le altre donne, corse sulla spiaggia ormai tiepida a piedi nudi... Tom la vide e lei, con un sorriso gli porse la sua ghirlanda: non era sorpreso, era sereno...

La prese per mano e si avviarono tra i sorrisi dei pescatori... Jenny si volto a guardare il mare, come per ringraziarlo... e sentì Tom sussurrarle:

"questo è il nostro sogno a colori... restiamo qui..."

(Rossana)



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venerdì, aprile 13, 2007

Chi sei??

Tu che ti aggiri di soppiatto nella rete
Tu che per entrare non usi la porta ma ti ripari dietro porte altrui
Tu che leggi così avidamente come se bevessi linfa vitale da una coppa ricolma
Tu che vivi le immagini e le emozioni di altri
Tu che ti immedesimi a tal punto da crederti ciò che non sei
Tu che vuoti la tua mente dai tuoi pensieri e vivi altre vite
Tu che per renderti reale devi scriverle in bella calligrafia sulla tua lavagna nera
Tu che non hai pensieri
Tu che non hai emozioni tue
Tu che non sai cosa voglia dire amare, ridere, piangere o stringere mani vere
Tu che non ricevi una carezza dal mondo

Tu chi sei??

Forse semplicemente... NESSUNO... perchè tu non esisti ...
Sei solo il risultato di una formula
2x + 3y + 4z ... ecc....
Tu e il tuo diario virtuale e sussurrato... siete una nullità.


Sei un fanstasma che si aggira per il castello trascinando le sue catene, che non ha volto e non lascia ombra dietro di se... solo un ectoplasma...






Non sono arrabbiata perchè hai rubato un pezzo di me... in effetti sono solo:

  1. sconcertata perchè non credevo esistessero persone che si cibano di intelletto altrui
  2. nauseata perchè non ti sei peritata di ingannare le persone vere che ti circondano e che ti credono reale
  3. triste ... per te che non esisti e non sai cosa ti perdi.


Sai, credo che ad averti smascherato,

forse ti abbiamo solo fatto un favore!


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martedì, aprile 10, 2007

Sola


Tu in mezzo agli altri
risate e voci
canzoni che ti portano indietro nel tempo.
Quanti anni hai perso?
Quanta vita è fuggita tra le tue mani?
E vorresti urlare.
E vorresti piangere.
E vedi volti che non ti guardano.
Sei come sempre.
Sola.


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martedì, dicembre 12, 2006

Quanto è lunga una notte

Quante ore può durare una notte? Quante volte ci siamo scoperti a fare le ore piccole in compagnia ed avere l'impressione che il tempo voli? Credo che la percezione esatta di quanto sia lunga una notte non si riesca ad avere se non in condizioni particolari. Come quelle che ho vissuto nell'ultima settimana.
Una stanza bianca, moderna, asettica. Un letto e una persona che sembra dormire.

E tu che controlli un respiro, che cerchi un segno, uno qualunque, che possa fugare i tuoi dubbi.
E aspetti. Guardi l'orologio. La mattina avevi guardato il calendario con terrore: quanta paura avevi dentro, ma non potevi confessarla a nessuno.
Fedele alla tua immagine, a quello che gli altri si aspettano da te, non potevi deluderli.
C'è stato un momento in cui avresti voluto chiedere aiuto: hai preso il cellulare, hai fatto un numero e hai sentito una voce, ma non hai avuto il coraggio di chiedere

"Come si fa a sconfiggere la paura?"

Non sei riuscita a dirlo, nemmeno a questa voce 'amica', non sai perchè, ma non sei riuscita a fare questa domanda. Però, terminata la conversazione, ti sei sentita più rilassata, e hai continuato a guardare quel respiro.

Le tre del mattino: l'ora critica è passata, lotta piccolo leone.
Non mi fare scherzi, non lasciarmi sola.

E' spuntata l'alba finalmente: è una splendida giornata di sole. Ma senti ancora freddo.
Voglio che tu veda milioni di albe cosi. Lotta per te, e un po' anche per me.

Oggi è diverso: sei indifeso.
Ma sei controllato. Non sono con te ma sai che il pensiero c'è.
Lotta come non hai mai fatto in vita tua. Abbiamo bisogno di te.

Io .. ho bisogno di te!


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mercoledì, novembre 29, 2006

La giusta misura


Troppo ottimismo e troppa voglia di fare. Credere troppo nei propri ideali ed essere troppo delusi, quando ti accorgi che applicarli diventa un’utopia. Essere troppo sicura ed avere nello stesso tempo troppa paura di perdere quello che hai faticosamente raggiunto. Essere troppo sola ed avere troppo bisogno di affetto. Volere a tutti i costi troppe emozioni. Credere troppo negli altri e troppo poco in se stessi. Voler essere troppo al centro dei pensieri di un’altro. Guardarsi troppo indietro o cercare di coprirsi troppo le spalle. Stare troppo sulla difensiva. Dare sempre troppo e ricevere troppo poco. Tutti modi di dire. E modi di essere. Difficile trovare la giusta misura, in ogni situazione, e soprattutto dentro di se. E ogni giorno di più, mi sento di essere ‘troppo’ combattuta…

mercoledì, novembre 01, 2006

Come in una favola

E' qualche giorno che giro poco tra i blog, perchè troppo impegnata a recuperare il 'lavoro perduto'.. cioè il mio 'recupero' della scorsa settimana .
Stasera leggendo qua e là vedo la solita moltitudine di sentimenti: gioia, tristezza, dubbi, interrogativi esistenziali.
E leggendo è come scorrere un film.. come se di volta in volta mi identificassi con i vari protagonisti, associando i 'racconti' ai diversi percorsi della mia esistenza.
Trovo la ragazzina/o caparbia che va per la sua strada ad ogni costo, quella/o che è invece insoddisfatta dal lavoro, dalla quotidianità, dall'amore, chi si tormenta nei propri dubbi.. tutto ciò che ognuno di noi ha già vissuto.

Verrebbe voglia di commentare, dando suggerimenti, consensi o dissensi, oppure quella sana iniezione di ottimismo spicciolo. Ma le mie mani guardano la tastiera e si bloccano.

Non posso farlo.
Non posso fare in modo che altri abbiano le mie sensazioni, il mio modo di vedere ed affrontare le cose. Percorsi simili ma soggetti diversi. E ognuno deve uscirne a modo proprio.

Chi vuole sa che può trovare sempre il mio abbraccio o il mio 'esserci'.

Oppure può sedersi lì, intorno al fuoco, e sentirsi raccontare una favola.

C'era una volta... una ragazzina permalosa, complessata, bruttina e grassa, che portava gli occhiali e che qualcuno chiamava 'quattr'occhi' , che correva sempre a piangere dalla mamma (beh diciamo da papà, quando era a casa...), perchè i bambini la prendevano in giro.
Ma non otteneva mai le risposte che voleva , nessuno le diceva 'non è vero, non te la prendere' oppure 'tu insisti e fatti valere' e allora , troppo orgogliosa per chiedere, iniziò a 'barare' con la sua famiglia.

Quando non era china sui libri di scuola, se ne stava in giro tutti i pomeriggi, ma non con i bambini della sua età, prendeva la bici e girava per il paese, oppure guardava le signore sedute sulle panchine del viale che lavoravano a maglia e all'uncinetto, mentre i suoi coetanei giocavano...

E intanto pensava: pensava di essere mostruosamente sfortunata, che a nessuno importasse di lei, e meditava la sua 'vendetta'. Si era ripromessa di diventare la migliore - in tutto quello che faceva - studio, lavoro, ecc. così gli 'altri' avrebbero avuto bisogno di lei...

E ci riuscì, riusci ad essere sempre colei che 'faceva lezione' dopo la scuola ai suoi compagni, quella che i professori avrebbero voluto 'in cattedra', quella che i suoi genitori 'mostravano' ora con orgoglio.

Ma non era soddisfatta, e come diceva una vecchia canzone

"... e quando fu di fronte al mare,
si senti un coglione,
perchè più in là
non si poteva conquistare niente..."

E tornò a sedersi da sola su quella panchina.
Le era rimasta solo la sua famiglia.
Le mancavano quelle piccole cose, quei valori che una volta credeva non le importassero.
Non aveva amici perchè lei non sapeva essere amica di nessuno.
Non sapeva comunicare con gli altri perchè era lei la prima a non comunicare.
Ma, nonostante tutto, aveva ancora i suoi sogni ... credeva ancora in se stessa e nel prossimo, non le importava delle delusioni, credeva di poter dare qualcosa, e la sua fantasia la portava a sognare quei mondi lontani, che poi ha avuto la fortuna in parte di visitare, e ha sempre visto qualcosa di positivo nel cielo e nelle stelle, oltre l'orizzonte, e al di là del mare...


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E un giorno... per scommessa... aprì un blog...

Il nemico peggiore

Due giorni tutti 'miei' sereni ed in tranquillità, o almeno così sembravano a prima vista.
Io = il moto perpetuo.... Sano principio che da un po' di tempo cerco di applicare, per non pensare, per non ascoltare il silenzio che ho intorno.

E' così che cerco di realizzare i miei sogni ad occhi aperti, è così che mi circondo di suoni luci e immagini e sorrisi.

Poi accade qualcosa, qualcosa che già sapevi che esisteva, qualcosa che hai sempre affrontato serenamente, con la solita caparbietà e stoicità: sai benissimo che la vita non è sempre bella, che le persone non sono sempre 'buone' e non è questo che ti spaventa o ti fa riflettere o ti fa a volte piangere.

No. Questo è qualcosa di diverso. Qualcosa che non puoi abbattere a spallate, che non puoi battere con quell'arma così tagliente ed efficace che sono le parole. E tu in quanto a parole sei in gamba... parli e scrivi, le fai girare e danzare a tuo piacimento.
A volte con le tue parole sei di conforto, altre sei ironica o sarcastica (devo ricordarmi di aggiungere questa new entry...), altre fai veramente male.

Ma contro questo nemico non puoi nulla. Sei disarmata.

E allora sogni, ad occhi aperti. Inventi paesaggi, mondi da favola, folletti dalla pentola d'oro e maghi che fanno sortilegi, sogni di essere una fata e con la tua bacchetta magica rimetti ordine nelle cose e doni giustizia e felicità.

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E invece il nemico ti batte: sei sotto scacco.
Muovi da una parte all'altra della scacchiera e lui è sempre lì: scacco!
Di nuovo e sempre, e continuerà finchè non potrai più scappare.
Non hai via di scampo ma lotti, lotti fino alla fine.

Guardi questa tastiera. Guardi il monitor.

Qualcuno ti descrive le sue emozioni e ti ci riconosci. E capisci che non sei solo tu a provarle. Non sei sola, ma allo stesso tempo vedi il nemico crescere. Nessuno è in grado di fermarlo. Non tu, non gli altri.

E ti senti impotente.

E gli occhi si riempiono di lacrime, e il cuore di tristezza.

Sono tornata

A dire il vero .. è passato un po di tempo da quando ho usato questo mio blocco notes.
Tante cose da fare, pensieri volanti, e cose da risolvere.

Ma vediamo di recuperare...

domenica, luglio 30, 2006

Vorrei....

domenica, luglio 23, 2006

I piccoli dolori fanno parlare, i grandi dolori rendono muti (Seneca)

Sento di dover scrivere questi miei pensieri, per poterli leggere, o solo per fare un po’ d’ordine nella mia mente.

Come si può essere felici al solo suono della tua voce? Ascoltare i tuoi pensieri, sentire il racconto della tua vita, pezzo dopo pezzo come un puzzle, per poi poterla ricostruire e capirti.
E’ quello che tu mi hai implicitamente chiesto di fare. Hai sempre detto di essere chiuso, di non scoprirti, segno costante del tuo vivere ‘en garde’ per poter fronteggiare meglio gli urti della vita.

Ti ho detto che non ti avrei obbligato a farlo e ho atteso, giorno dopo giorno, che tu mi parlassi un po’ di te: e lo hai fatto. Mi hai spinto a raccogliere tutte le informazioni e poter con quelle costruire una figura intera, la tua immagine, quella che io ho di te.

Ho accettato ancora una volta questa sfida: e quando ho visto il risultato, ero già affascinata dal tuo modo di essere. E anche tu eri stupito da come ti lasciavo fare, ma hai capito che lo facevo per te... e per me.
Ho imparato a volerti bene, ad accettarti come sei, e anche tu lo hai fatto con me...
E gli scontri che abbiamo avuto, li abbiamo superati in un attimo, senza orgoglio, perché l’importante per noi due è ‘esserci’ ed esserci insieme.

E ieri, ho dovuto superare la prova peggiore della mia vita: essere con te senza esserci fisicamente.
Quel tuo ripetere all'infinito, ossessivamente, le parole che mi avevi scritto l'altra notte, quando in un momento di serenità hai sentito il bisogno di comunicarmelo e io di farti sapere che ero felice per te, e poi il tuo pianto al telefono che ho ancora nelle orecchie.

Perché non ero con te???
Avrei potuto stringerti, tenerti la mano, darti la mia spalla per piangere, senza dirti nulla, in silenzio. Avrei potuto abbracciarti e tenerti stretto, accarezzando i tuoi capelli.
E invece non ero lì, non ero accanto a te con il calore della mia mano, ero solo ‘dentro di te’ ma non mi basta e di sicuro non è bastato e te.

Non sai quante volte mi sono chiesta ‘se fossi partita... se ti avessi raggiunto, sarebbe stato diverso, avresti potuto dirmi tutto ciò che ti passava per la mente...’

...se, se, se, questa parola che sta rimbalzando nella mia testa da ieri mattina ... e "come"...

come farò a farmi perdonare da te per ‘quel non esserci stata’...

Credo che anche questo sia amore... Non lo so, ma un giorno, forse, ti chiederò di spiegarmelo.

E adesso ho paura. Ho una folle paura di perderti. Ma una cosa so: farò tutto il possibile perché questo non accada. Mai.

Entra nei miei pensieri.. come fai sempre... sai che non ho più paura che tu lo faccia. E' bizzarro ma conto sempre sul fatto che tu mi legga dentro, come io faccio ascoltando la tua voce, togliendoti 'quelle scarpe' e sentendo i tuoi pensieri più nascosti.

Entra nei miei pensieri e leggi queste parole.
Prendi la mia mano... E chiamami.

giovedì, luglio 13, 2006

Perchè

Perchè mi fa male vedere che il tuo pensiero non è lucido e coerente?
Non riesco a capire dove sbaglio.
E se sono io a sbagliare.

Perchè hai cosi paura da avere sempre 'paura' di quello che può esserci di non detto?

Non riesci a pensare a me come ad una persona sincera. E questo mi ferisce profondamente. Ma non te curi.

Forse il tuo passato ti spinge ad essere sempre sulla difensiva, aggredisci per paura di essere aggredito.

E perchè aggredisci me? ti sono amica. Non voglio farti male. Non voglio che tu ne faccia a me.


E le mie lacrime stanno scorrendo... vorrei tu fossi qui... ad asciugarle, a rassicurarmi, a... stringermi tra le tue braccia.

Ma la domanda che non voglio pormi è soprattutto una: perchè non riesco a non pensare a te?

Devo allontanarmi da te... e so che starò male. Sto già male al solo pensiero.

E ho freddo... freddo dentro...

Ma oggi le tue parole mi hanno già riscaldato...

ed è ancora una volta di più sorprendente, se mai avessi dubitato del legame che si è stabilito tra noi, aver letto le stesse parole uscite dal tuo cuore...

sabato, maggio 27, 2006

Quando....


Quando si smette di amare??? Non riesci a ricordare il momento esatto, ma un giorno ti accorgi di non amare più. Non sai quando e come e perché è successo, ma sei sicura di non amare più.

Quando cominci a renderti conto che ‘sopporti’ i suoi difetti...
Quando ti accorgi che non state parlando la stessa lingua...
Quando non trovi argomenti per tagliare il silenzio..
Quando cominci a ricordare i momenti belli e spensierati ...
Quando non riesce più a stupirti con piccole battute...
Quando pensi con terrore al momento di tornare a casa la sera...
Quando fai il bilancio di quello che dai e di quello che ricevi...
Quando conti gli anni passati insieme e non pensi a quelli che ancora verranno...
Quando ti dice ‘Dove andiamo? Ma da soli?...’ e sai che insieme non avete più sogni...
Quando sai di non essere la sua priorità ...
Quando ti senti sola, anche al suo fianco...
Quando ti guardi allo specchio e non vedi ciò che vorresti...
Quando ti dice che ‘lui’ ha paura di invecchiare...

Credevi che l’amore fosse eterno! Che illusa.
Pensavi che la passione avrebbe lasciato posto al semplice desiderio, alla tenerezza, alla voglia di stare insieme... Non credevi che arrivasse quel mostro che uccide tutto: l’abitudine, la noia.

E ti crolla il sogno.
Ma tu non lo dai a vedere, dici OK ho sbagliato, è colpa mia.
Ma non sai quando o perché hai sbagliato. Ci credevi, credevi di avere ragione, e invece i tuoi occhi sono come ciechi. Non sanno riconoscere le anime.

E ora ti chiedi: potrei sopportare di sbagliare ancora?
Ma allo stesso tempo... vuoi credere di essere ancora la persona forte e capace e vuoi riprovare.


E vuoi credere ancora al tuo istinto e al tuo sentimento.

mercoledì, maggio 17, 2006

S o g n o....

Terre al di là dell'orizzonte.

là dove il sole va a dormire,

terre che non si vedono ad occhio nudo,

là dove il cielo si confonde con il mare.


Isole lontane dalla sabbia finissima e bianca

palme curvate dal vento, che fanno ombra al mare.


Le onde riportano gli echi di quelle terre

lontane e vicine allo stesso tempo

ma la brezza della sera già accarezza il mio viso

e mi sveglia dal sogno.


dedicata al marinaio per eccellenza....
per te... Sinbad....

domenica, maggio 14, 2006

C'è del marcio in Danimarca....

Perdonate il parallelismo con la famosa tragedia shakespeariana, ma è la prima immagine che mi è venuta in mente, ascoltando le parole di un giornalista durante le notizie del TG questa sera.

Si parla quasi esclusivamente dello scandalo del calcio italiano, che va ben al di là dell’ambiente calcistico e coinvolge organismi governativi, ben sapendo che questo è l’unico argomento che accomuna tutta l’Italia, senza distinzione di sesso, religione, politica o altro.

Si, gli italiani sono uno di quei popoli che quando si parla di calcio sono attentissimi (e tra questi mi ci metto anche io... ) Anche le edicole confermano: grazie allo scandalo calcistico, si vendono più giornali e quotidiani!

Beh questa situazione mi ha fatto pensare a due cose:

  • che basta un argomento futile come questo per ottenere molta più attenzione rispetto a notizie prettamente economiche/politiche e sociali
  • che siamo tutti di un’ipocrisia che fa luce! Sì, perché tutti siamo sempre stati al corrente di questa situazione, ovviamente senza i particolari di cronaca su cui veniamo oggi informati, ma che abbiamo sempre fatto finta di non vedere, come se non ci importasse. Però oggi gridiamo allo scandalo e ci meravigliamo... di essere stati truffati!!


Visto e considerato che si tratta di un argomento ‘futile’ e non allo stesso tempo (se volessimo potremmo scrivere fiumi di parole sulla funzione sociale che ha il gioco del calcio) mi vergogno che la stessa attenzione non venga rivolta ad argomenti un po’ più seri, come la situazione economica italiana, le guerre in corso in tutte le parti del mondo, quelle che fanno audience televisivo ma soprattutto quelle dimenticate, la piaga dell’AIDS che sta decimando il popolo africano, il problema della fame nel mondo (che rimane la maggior causa di morte..) a cui negli ultimi tempi si aggiunge anche la ‘sete’, il protocollo di Kyoto... ecc.

Ci sono migliaia di argomenti molto più importanti cui dedicare la nostra capacità di attenzione o su cui aprire i propri occhi!

E noi rimaniamo qui, impotenti, a piangerci addosso e arrabbiati per essere stati presi in giro da 22 uomini in mutande che danno dei calci ad un pallone...

... Meno male che adesso non c'è Nerone

Però in fondo ci sapeva fare

e per distrarli dalle cose serie

ogni domenica li mandava in ferie

tutti allo stadio a farli divertire...

Edoardo Bennato - Meno male che adesso non c'è Nerone

'Io che non sono l'imperatore' - 1975

sabato, maggio 13, 2006

When you say nothing at all....

It's amazing how you can speak
right to my heart
without saying a word,
You can light up the dark,
try as I may I could never explain
What I hear when you don't say a thing
The smile on your face lets me know that you need me
There's a truth in your eyes saying you'll never leave me
The touch of your hand says you'll catch me whenever I fall
You say it best when you say nothing at all
All day long I can hear people talking out loud
But when you hold me near you drown out the crowd
Try as they may they can never define
What's been said between your heart and mine
You say it best when you say nothing at all
You say it best when you say nothing at all
RONAN KEATING - Nothing at all
(Soundtrack 'Notting Hill)

martedì, maggio 02, 2006

Il vuoto

Dovrei essere felice, oddio, questa è una parola un po' forte, diciamo serena. Il lavoro va abbastanza bene, anche se non è quello a cui ero abituata in passato, riesco ad essere quel punto fermo che tutti 'cercano'. Chissà perchè mi è sempre piaciuto essere così indispensabile agli altri...
Mania di protagonismo, voglia di emergere, esporre il fianco e dimostrare di essere in grado di scalare montagne... Non lo so, non me lo sono mai chiesto, perchè di sicuro non avrei risposto con sincerità. Tanto sono sincera con gli altri, tanto mento a me stessa.
E' una lunga storia.... a voler essere un po' freudiana, è la mia 'vendetta' sugli altri.
Da bambina ero scartata, isolata, ero grassa e portavo gli occhiali. E non sapendo difendermi, ho solo aspettato il momento di poter essere un qualcosa 'più' degli altri, con la mia intelligenza, la mia cultura, le mie capacità, per potermi 'vendicare' degli stolti. A dire il vero, non credo che questi 'stolti' proprio per la loro condizione, se ne siano mai resi conto, o forse erano e sono così opportunisti da passare sopra alla loro dignità.

E io, come acciaio che si spezza e non si piega, via per la mia strada a testa alta. E fu così che sono salita sulla mia torre d'avorio. E lì sono rimasta.

Ho finto per anni di essere scesa tra i comuni mortali, sono scesa al compromesso per me peggiore: quello di nascondere me stessa e lasciare che gli altri mi vedessero alla loro portata. Ma la mia maschera non ha retto il corso del tempo. Ho dovuto riprendere la mia posizione, distante anni luce dalle persone che io consideravo 'normali'.

Oggi non mi basta. Non mi basta più.
Oggi voglio essere me stessa anche se sono sulla torre, ma anzichè attendere, voglio essere la prima a dare. E voglio sentire il calore umano intorno a me.

Fosse anche solo quello di una voce, lontana, separata da me da un mare, ma che è in grado di entrare talmente in sintonia con la mia mente da non aver bisogno di parlare, da farmi vedere i suoi occhi mentre mi parlano, da svegliarmi nel cuore della notte con la sola forza del pensiero per scoprire che nello stesso momento lui c'era...
E senza questo... mi sembra di sentire il peso del vuoto intorno a me...

... qualcuno vuole bene ai più lontani,
anche per telefono....

lunedì, aprile 24, 2006

Emozione

"...perchè quando cade la tristezza
in fondo al cuore...
come la neve non fa rumore..."
Ti sento con la testa, ma ho bisogno
di sentirti con il cuore e con la pelle.
Mi manchi ... mi manca tutto di te,
il tuo modo di parlarmi, la tua voce,
e ancora di più il tuo sguardo e le tue mani.
Entra dentro la mia mente
e colma questo vuoto...
non posso aspettare domani...
Non so se sia amore o bisogno
non voglio catalogare quel che sento
non ho bisogno
di sentirmi dire "ti amo"
non so se sarei di nuovo capace
di dire "ti amo"


Ma so che mi manchi
e se la mia felicità è solo legata ad un sogno
allora sono pronta a sognare...

domenica, aprile 23, 2006

Il rumore del silenzio




Notte e buio.
I miei occhi ascoltano
i rumori del silenzio.
Sento il vuoto intorno a me.
Ma non sento silenzio
dentro di me.
Sei li, ti sento
Mi parli con il tuo silenzio
Ti vedo, vedo il tuo sorriso
Ascolto il riso della tua voce
sepolto nei miei ricordi
Ti ascolto...
E forse...
anche io sono dentro di te...
Sentimi, so che puoi farlo
E abbracciami...

domenica, aprile 16, 2006

C'è tempo...

Quante cose strane ti accadono nella vita e tu non riesci nemmeno a trovare il tempo per rendertene conto. Poi all'improvviso una frase, una coincidenza strana, quasi una telepatia (anche se sai di essere talmente positivista e materialista da non crederci) che ti blocca e ti fa pensare, fa affiorare in te la consapevolezza che c'è un filo sottile che ti lega ad altre persone, così distanti e quasi 'sconosciute' ma con le quali hai sentito da subito un'affinità di pensiero che non avresti mai creduto possibile, che non sei sola col tuo 'sentire' ....

Ed è una sensazione meravigliosa.

Come una frase estrapolata da una bellissima canzone, che ti costringe a rileggerla come una poesia... ecco perchè la pubblico, perchè la leggiate - se vorrete - dissociata dalla sua musica.


C'E' TEMPO

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso come un lino a sventolare.
C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini
quando è l'ora muta delle fate.
C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge,
niente paura che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo,
c'è tempo per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto di un tram che non viene
non essere gelosa di me della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere
come sarebbe stata la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia c
he arriva alla volta celeste e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente si tende la mano
è il medesimo istante per tutti che sarà benedetto,
io credo da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai accanto a te
nuovamente mano alla mano
che buffi saremo se non ci avranno nemmeno avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare

io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare

(Ivano Fossati - Lampo viaggiatore - 2003)


ed io mi auguro di trovare tutto questo tempo....
perchè voglio trovare questo tempo....
perchè ho sprecato troppo tempo...

per voi, amici miei....


giovedì, aprile 13, 2006

............................

S C H E R Z E T T O !!!!
COSA CREDEVI???

MA SEI VERAMENTE CURIOSO ALLORA !!!!!




TE L'HO DETTO....

L'ORA X SCATTERA' ALLE 21.......

Ciao .......